Ozono

Inquinamento indoor negli ambienti professionali: come e perché respirare aria sana e pulita a lavoro

Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse per ciò che riguarda l’inquinamento atmosferico e i suoi effetti sulla salute, ma sono in pochi a considerare che anche all’interno degli ambienti chiusi la qualità dell’aria può essere scarsa, addirittura peggiore rispetto a quella esterna. In questo articolo, vi raccontiamo quali sono le cause dell’inquinamento indoor negli ambienti professionali, quali sono gli effetti sulla salute delle persone e perché la sanificazione con l’ozono è la soluzione più efficace ed ecologica al problema.

L’inquinamento indoor riguarda tanto gli ambienti domestici quanto quelli pubblici come bar, ristoranti, supermercati, palestre, negozi e alberghi. Quest’ultimi, oltre a essere luoghi frequentati da molte persone e quindi particolarmente a rischio inquinamento, sono anche l’ambiente di lavoro di titolari, dipendenti e collaboratori che proprio in questi luoghi trascorrono la maggior parte del loro tempo.

I responsabili dell’inquinamento indoor negli ambienti di lavoro

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Contrariamente a quanto si possa pensare, gli agenti che causano l’inquinamento indoor  provengono solo in parte dall’esterno (polveri sottili, gas di scarico, anidride carbonica, pollini, etc…), mentre molti sono prodotti  da fonti interne. Tra essi, ci sono gli occupanti – persone e animali – , agenti microbiologici, materiali da costruzione, arredi e impianti come condizionatori, umidificatori e impianti idraulici.

Per quanto riguarda gli occupanti, il Ministero della Salute riporta che “generalmente all’aumentare del numero delle persone presenti in un ambiente confinato (e in assenza di adeguato ricircolo dell’aria), aumentano l’insoddisfazione e il disagio provati a causa del progressivo deterioramento della qualità dell’aria”. L’aria viziata è dovuta all’aumento della concentrazione di anidride carbonica e dei contaminanti biologici, che derivano dalla perdita di pelle e capelli e dall’emissione di goccioline di saliva immesse nell’aria con la fonazione, la tosse o lo starnuto.

Tra gli agenti microbiologici, le muffe in primis svolgono un ruolo fondamentale nel rendere un ambiente di lavoro poco salubre. Spesso si formano sui muri per effetto di umidità e poca aerazione, ma talvolta non sono nemmeno visibili. Si annidano all’interno di tubature e bocche d’uscita degli impianti di condizionamento e nelle acque ristagnanti delle condutture di riscaldamento, infestando gli ambienti e rilasciando le loro spore nell’aria. 

Tra le cause poco note dell’inquinamento indoor ci sono tutte le sostanze chimiche rilasciate dai materiali edili e dagli arredi, come le vernici, i residui volatili dei prodotti per la pulizia,  le sostanze volatili rilasciate da strumenti di lavoro come colle, adesivi, solventi e fotocopiatrici in funzione, il fumo di sigaretta e l‘umidità, che accelera la proliferazione dei batteri.

Per favorire il risparmio energetico, negli edifici di ultima generazione il ricircolo dell’aria viene bloccato e favorito solo da un aeratore meccanico che richiede manutenzione costante per non diventare anch’esso possibile fonte dell’inquinamento indoor.

Negli ambienti di lavoro, le normali pulizie purtroppo non sempre sono sufficienti a migliorare la situazione, infatti, nonostante un’accurata igiene delle superfici con prodotti chimici, la maggior parte dei batteri presenti nell’aria rimane e continua a depositarsi ovunque infestando nuovamente l’ambiente.

Gli effetti dell’inquinamento nei luoghi di lavoro sulle persone

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Il Ministero della Salute si è occupato spesso dell’inquinamento indoor pubblicando la definizione stessa del termine. Il problema principale è l’effetto che la qualità insalubre dell’aria può avere sulla salute dei soggetti che per motivi di lavoro respirano per molte ore sostanze inquinanti. L’esposizione a fattori inquinanti indoor causa numerosi effetti negativi sulla salute, che variano in base al tipo di agente inquinante cui si è esposti e alla durata stessa dell’esposizione.

Soprattutto chi lavora in ambienti chiusi e molto frequentati deve essere consapevole dell’esistenza del problema dell’inquinamento indoor e dei possibili rischi che corre inalando quotidianamente aria inquinata sul posto di lavoro. Respirare aria viziata, carica di batteri, virus e allergeni, nell’immediato ha effetti sul livello di comfort e sulla qualità del lavoro, perché provoca disagio sensoriale, rende più irritabili, deconcentra e riduce la produttività, causando quella che al giorno d’oggi viene definita “sindrome da edificio malsano”. 

La scarsa qualità dell’aria negli ambienti di lavoro può causare tosse e secchezza delle fauci, arrossamento degli occhi, problemi respiratori, mal di testa connesso a nausea e vertigini, con una evidente difficoltà a lavorare in condizioni ottimali, soprattutto per i soggetti che soffrono di asma o patologie a carico del sistema respiratorio. L’allontanamento da questi luoghi genera istantaneamente un senso di benessere, ma ciò nonostante anche l’esposizione a piccole dosi di inquinamento, nel lungo periodo può portare a delle conseguenze importanti.

Se la condizione di alterazione della qualità dell’aria interna si protrae, i rischi che possa influire sullo stato di salute sono infatti più che concreti, basti pensare alla presenza di agenti patogeni (muffe, pollini) che con il tempo possono sviluppare forme allergiche e disturbi all’apparato respiratorio. Garantire la salubrità dell’aria degli ambienti professionali è pertanto un fattore estremamente importante, poiché ha effetti sulla salute di tutti coloro che per motivi diversi frequentano e soggiornano in questi luoghi, siano essi titolari, dipendenti, visitatori o addirittura clienti.

Soluzioni per migliorare la qualità dell’aria negli ambienti di lavoro

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Ci sono delle piccole abitudini quotidiane che riescono a limitare la formazione e gli effetti dell’inquinamento all’interno dei luoghi di lavoro. Il consiglio principale è quello di arieggiare più volte al giorno la stanza, almeno 10 minuti ogni 2 ore, così da favorire il ricircolo dell’aria e scongiurare la proliferazione delle muffe e l’accumulo di anidride carbonica. Sia d’estate che d’inverno è fondamentale cambiare l’aria all’interno degli ambienti per eliminare gran parte degli agenti patogeni responsabili dell’inquinamento e rendere l’aria più respirabile e fresca. Una seconda abitudine da adottare nei mesi più freddi è abbassare di qualche grado il termostato: muffe, acari e batteri proliferano in ambienti caldi e umidi, pertanto riducendo la temperatura anche di un solo grado sarà possibile limitare questo effetto. I detergenti chimici utilizzati per la pulizia spesso non solo la soluzione migliore come invece si potrebbe pensare: questi infatti non eliminano i microrganismi e gli agenti inquinanti, nè migliorano la qualità dell’aria, producendo essi stessi residui chimici volatili. Detersivi e spray, inoltre,  agiscono solamente sui batteri e non sui virus e le muffe, lasciando che le sostanze nocive aeree agiscano indisturbate. Sul fronte dei cattivi odori, i deodoranti e gli spray chimici non svolgono alcuna azione concreta sulla qualità dell’aria, poiché si limitano a coprire gli odori senza agire sulle loro cause, vale a dire la presenza di muffe, batteri e inquinanti chimici. In più, costituiscono una voce di spesa poiché devono essere acquistati periodicamente.

Alcuni datori di lavoro adottano soluzioni più “green”, inserendo ad esempio all’interno degli ambienti professionali delle piante come il ficus e l’aloe la cui azione dovrebbe migliorare la qualità dell’aria. L’unica alternativa ecologica concreta che può portare a risultati veri è la sanificazione con l’ozono, che soprattutto all’interno degli ambienti professionali ripristina con successo la normale qualità dell’aria, rimuove il 98, 99% degli agenti patogeni e restituisce aria pura e sanificata.

La sanificazione con ozono negli ambienti professionali: un valido rimedio contro l’inquinamento indoor

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L’utilizzo di sanificatori all’ozono all’interno degli ambienti di lavoro permette di rimuovere acari, batteri, pollini e muffe dall’aria e dalle superfici e di neutralizzare i cattivi odori e l’aria malsana, che saranno solo un brutto ricordo. Intervenire per rendere salubre l’aria degli edifici di lavoro installando i santificatori ad ozono Sanity System vuol dire fare una scelta ecologica ed economica:

– ecologica perché questi dispositivi trasformano dapprima l’ossigeno presente nella stanza in ozono e poi sfruttano la sua azione igienizzante. L’ozono infatti, a differenza degli altri disinfettanti sia naturali che chimici, aggredisce la membrana cellulare dei microorganismi e le molecole di cattivo odore, disgregandole per ossidazione. Il sistema è innocuo per l’uomo e per gli animali, perché una volta finita la sua azione, i residui di ozono si riconvertono in ossigeno senza lasciare alcuna sostanza nociva residua. 

– economica perché il sistema di sanificazione all’ozono Sanity System è meno dispendioso rispetto ai classici deodoranti e detergenti. I nostri dispositivi, sfruttando l’ossigeno presente nell’aria, non richiedono l’uso di additivi chimici, di manutenzione particolare né di ricambi stagionali da acquistare. Inoltre, lavorano in modo autonomo, facilitando al tempo stesso i compiti degli addetti alle pulizie. In base alla tipologia di ambienti da trattare e alle loro dimensioni è possibile scegliere tra diversi tipi di generatore di ozono per sanificare l’ambiente e renderlo sicuro e igienizzato.

Un ambiente di lavoro salubre, confortevole, fresco e disinfettato rappresenta un valore aggiunto per ogni tipo di impresa, permette ai dipendenti di lavorare con maggiore tranquillità e in ottime condizioni e rappresenta un buon biglietto da visita per attirare e fidelizzare i clienti.